Biennale di Venezia 2016 & Co.

La Biennale di Venezia anche quest’anno è riuscita ad emozionarmi, così come la Fondazione Querini Stampalia e Palazzo Grassi che visitavo per la prima volta.

Nello scrivere questo post ero inizialmente un po’ pensierosa: cosa dire di nuovo sulla biennale all’inizio di ottobre quando tutti ne hanno già ABBONDANTEMENTE parlato?

Poi mi è caduto l’occhio sul numero di immagini presenti nella cartella “Biennale di Venezia 2016” e ho deciso che in effetti la cosa migliore sarebbe stata far parlare loro, in fondo la fotografia è o non è il linguaggio che preferisco?

E quindi ecco la storia della mia Biennale, visitata a “volo di uccello”, perché 2 giorni a Venezia sono sempre troppo pochi e le cose da vedere sono invece tante.

Arrivata ai Giardini mi sono lasciata guidare dalla mia macchina fotografica e ho cercato di cogliere nel migliore dei modi tagli, simmetrie e colori che si componevano nella mia mente.

Alla Fondazione sono rimasta veramente affascinata dall’Area Carlo Scarpa, mentre visitando la Casa Museo mi sono divertita ad interagire con la fastosa dimora della famiglia Querini. La stanza che ho preferito è stata sicuramente quella dedicata ai Ritratti, i cui volti avevano una luce spettacolare.

Mi sono letteralmente emozionata quando ho spinto il portone in vetro di Palazzo Grassi ed ho varcato l’ingresso, il perché in due parole: era aperto. Non sapete cosa può voler dire capitare a Venezia sempre il martedì vale a dire il suo giorno di chiusura, mi sono vista scappare mostre come Irving Penn e L’illusione della luce… La mia costanza però è stata premiata dall’aver scoperto Sigmar Polke, artista poliedrico di cui ignoravo l’esistenza e che si è rivelato una grande fonte di ispirazione per lavori che ho in cantiere proprio in questo momento.

Ho visitato anche la Casa dei Tre Oci con una mostra spaziale su René Burri e Ferdinando Scianna, ma di foto lì non sono riuscita a farne talmente ero rapita dalla loro arte.

Validissime come sempre le dritte delle amiche Samantha Punis (Atemporary Studio) e Giorgia Zanellato (Zanellato/Bortotto) che pur non vivendo a Venezia sono sempre sul pezzo.

Non posso che concludere con un arrivederci a presto, perché lontana da Venezia, almeno con il cuore, non riesco proprio a starci.

Share this on
Follow us on

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *